L’ora dell’aperitivo di Aprile 2018 con… Marco Barioni, Direttore Risorse Umane di Azienda Internazionale nel settore assicurativo
Aprile 26, 2018
L’ora dell’aperitivo di Giugno 2018 con… Eugenio Aringhieri, già Amministratore Delegato di Dompè Farmaceutici, raccontato da Pasquale Bressi Pizzimenti
Giugno 28, 2018

L’ora dell’aperitivo di Maggio 2018 con…

Guido Castello, Direttore Risorse Umane di Aziende nel settore logistica e infrastrutture

Cominciamo dall’inizio… che cosa si intende per leadership?

…dipende… nel senso che la risposta non può che rivelarsi in funzione del campo di applicazione.

Ne sentiamo parlare spesso a diversi propositi, leadership di mercato, di prodotto, leadership familiare, imprenditoriale. Nel trattare il tema mi è inevitabile il richiamo, il ricordo di un testo molto interessante sul tema del “potere” di molti anni fa, “Anatomia del potere” di John Kenneth Galbraith, che proponeva una tassonomia delle “fonti” del potere: la personalità, la proprietà, l’organizzazione.

E’ naturalmente frequente che il contenuto dell’esercizio della leadership trovi origine in una sinergia, in una relazione “dialettica” e continua tra le fonti sopra citate, alle quali oggi probabilmente potremmo aggiungere la comunicazione come fonte in sé, favorita dall’esponenziale sviluppo della tecnologia sottesa.

Personalità talora di mediocre spessore, ad esempio, possono approdare ad ottimali livelli di visibilità e pertanto essere “seguite” (fungere da leader) meglio e più velocemente con il supporto della tecnologia social e media (per identificarla con una sintesi certo semplificatoria).

Limitiamo pertanto il campo della chiacchierata alla personalità, ovvero al leader come personalità-guida, alla autorevolezza della persona… in quanto persona con determinate caratteristiche, innate o meno che siano (su questo spendiamo dopo due parole…).

In tal senso, per centrare la domanda, direi che si intende, o per lo meno di questo vogliamo parlare, l’influenza esercitata, attraverso la relazione, verso il conseguimento di obiettivi. Un’accezione che scaturisce da quella, storicamente precedente, di “autorità”.

Perché parlare di leadership, oggi?

…credo che rappresenti un tema da sempre affascinante; chiunque ritengo, a ben pensarci, ha avuto modo di parlarne ed occuparsene, in modo più o meno empirico a seconda dei contesti.

E’ qualcosa di antico e profondamente radicato, attiene al bisogno emotivo, all’ammirazione, alla possibilità di “specchiarsi” ed al tentativo di migliorarsi.

In aggiunta, penso che nel contesto economico, sociale a noi vicino, parlare di leadership risponda anche a un’“assenza”, mancanza o deformazione di riferimenti che ciascuno di noi in qualche modo può “soffrire”.

Talora mi sorprendo nell’osservare figure-guida, in diversi campi, che trovo il risultato di una sorta di rovesciamento carnevalesco della realtà da opera di Rabelais. “Leader” che hanno a che fare con il grottesco e che tuttavia trovano una ragione in sé, autoreferente e tautologica (…se viene seguito, una ragione ci sarà pure…).

Non sempre è così ovviamente, e nonostante la carenza di leadership in quanto autorevolezza e credibilità della persona (concetti semplici infine…), trovo sia uno dei fenomeni caratterizzanti l nostro tempo.

Vale la pena di scendere un po’ nel “tecnico”. Leader si nasce o si diventa? Quali sono i tratti del leader?

…Direi probabilmente entrambe le cose.

Il concetto di “carisma”, se vogliamo, può costituire un punto di partenza.

Prescindiamo qui dal linguaggio teologico per cui il carisma è un dono divino, largito a un credente a vantaggio dell’intera comunità.

Nella sua accezione laica e più comune, il carisma è quanto concorre a determinare un ascendente o un’influenza indiscutibile e generalizzata su altri (autorità, saggezza, dottrina, prestigio, fascino, ecc.).

Ci sono, pertanto, dimensioni del carattere che certamente possono fungere da facilitatrici, così come altre e contrarie possono svolgere funzione limitante nello sviluppo della personalità-guida.

Da questo punto di vista, lo sappiamo, sono innumerevoli le guide, i vademecum ecc., molti dei quali validissimi, che citano fattori quali l’energia, l’estroversione, la sicurezza di sé, l’autostima. Altri citano invece comportamenti, quale, tra tutti, l’esempio.

E’ altresì di fondamentale importanza, a mio avviso, leggere tali caratteristiche, tali comportamenti, nell’ambito del contesto di applicazione. Questa lettura, infatti, valorizza casomai le dimensioni meno convenzionali. Come a dire che è improbabile che determinate caratteristiche e comportamenti costituiscano, in quanto tali, fattori di leadership certi.

Per scendere nel campo dell’organizzazione aziendale e avvalendosi di categorie manageriali “pure” ad esempio, l’approccio direttivo e quello partecipativo potranno ottenere risultati ottimali o disastrosi proprio a seconda dei contesti (ivi inclusi gli interlocutori) nei quali vengano calati.

E la differenza, per iperbole, va dall’essere riferimenti apprezzati e seguiti… al risultare pressoché ridicoli. E’ la cosiddetta scuola della “leadership situazionale”.

Se dovessi citare solo poche caratteristiche, sintesi della corrispondenza ai desiderata del contesto di riferimento, citerei la passione, perché è contagiosa… e la flessibilità, intesa come capacità di lettura del contesto stesso.

Il leader di oggi è diverso da quello di un tempo?

A mio parere, fondamentalmente… no.

La differenza, come si diceva in precedenza, riguarda casomai la dotazione strumentale con la quale la leadership-influenza può esercitarsi.

Le caratteristiche e i comportamenti citati, coniugati nella loro adeguatezza all’ambiente, rimangono, nel tempo, dimensioni centrali.

Alcuni presupposti della persona autorevole hanno una particolare capacità di “resistere” al tempo e spesso sono semplici, sono la passione, l’onestà intellettuale, il lavoro, l’esempio. Tratti che le persone riconoscono, forse non immediatamente, ma in ogni caso.

E la leadership in azienda?

L’azienda è uno dei numerosi contesti sociali.

Certo, è uno dei contesti che richiedono particolare attenzione a quanto l’esercizio della “guida” sia frutto delle personali caratteristiche, dello “spessore” della persona-guida e quanto, invece, sia piuttosto più facilmente attribuibile a fattori di quella “anatomia” del potere che si citava in apertura (leggasi il potere/leadership attribuito dall’organizzazione).

Ciascuno tra noi che abbia familiarità con l’organizzazione aziendale, è consapevole di personalità alle quali è riconosciuta, talora magari in assenza di ruoli gerarchici apicali, una particolare leadership in virtù di precipue connotazioni personali… e viceversa.

E cosa accade di solito in tali circostanze?

Tendenzialmente, in tali casi, l’organizzazione (intendiamola qui come una sorta di organismo biologico) è di fronte a un bivio: il riconoscimento (nelle sue varie forme e gradazioni) o l’estromissione (nelle altrettante forme e gradazioni).

La strada scelta in corrispondenza del bivio origina essenzialmente nella natura della leadership della stessa organizzazione.

Certamente tali circostanze rappresentano una affascinante situazione socio-organizzativa, una situazione di conflitto tra “spinte” al cambiamento (i cosiddetti agenti di cambiamento, quale che sia la Funzione aziendale di appartenenza, rappresentano spesso casi di significativo interesse sotto il profilo della leadership) e reazione verso la conservazione.

Da parte mia ritengo che una leadership organizzativa inclusiva possa nel tempo rivelarsi più “forte”.

Perché questo orientamento?

Sostanzialmente perché un’organizzazione che riesce a includere, riesce a trarre benefici da coloro che sono “inclusi”; perché mette alla prova se stessa e supera la prova.

Come ti piacerebbe concludere Guido?

Mi piace pensare, forse ottimisticamente, che i leader “positivi”, quelli che favoriscono, sull’onda della propria passione, il miglioramento dei risultati e delle condizioni condivisi per la collettività che rappresentano (o che li ha rappresentati…), siano sempre più spesso, quand’anche fosse per differenza, riconosciuti.

Per coloro i quali fossero alla ricerca dei tratti del leader… mi consentirai una citazione dotta, che mi pare possa fare al caso…

“L’altrui lode deve seguirci spontaneamente.

Noi dobbiamo occuparci solo della cura della nostra anima.”

EPICURO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: